AMBIENTAZIONE

Quante guerre scoppiano così, per il possesso di un fazzoletto di suolo.
Anche la nostra, che innerva le vicende di Danza Macabra.

In un’epoca abbastanza remota da essere ricordata come fosse una fiaba, tra le pieghe della storia, due maestose potenze confinanti, il Regno di Ausonia e l’Impero di Kragenreich, presero a danzare sull’orlo del destino. Il giovane Regno di Ausonia, governato dalla nobile famiglia Albamonte di Torresole, si affacciò sul palcoscenico internazionale con decisione, senza curarsi molto delle grandi potenze del mondo. Dall’altra parte, l’antico Impero di Kragenreich, dominato dalla maestosa famiglia degli Schwarzemond, si destò dal suo lento declino, vedendo in quel nuovo Regno una pericolosa minaccia.


Due potenze. Due popoli. Due lingue. Due culture. Un solo confine. Ed è lì che tra quei poderi liminali sorgeva la Contea delle Quattro Terre, composta dai villaggi di Monsanto, Vallechiara, Vinacciolo e Fortebraccio. La Contea era già da molto tempo un territorio conteso, oggetto nel corso del tempo di aspre ribellioni e accordi di pace precari.

Il regno del precedente Re, Emanuele Albamonte di Torresole, è stato un periodo di grande trasformazione per Ausonia.

Una nazione che per secoli è stata divisa e frammentata, riunita con fatica sotto lo stemma del Sole dagli sforzi del padre. Emanuele si ritrovò così a guidare un giovane regno, una nuova pedina nella spietata scacchiera del Vecchio Continente. 

Conscio delle necessità della sua nazione, Emanuele si prodigò per evitare con accuratezza gli screzi con i vicini regni, che con malcelata cupidigia studiavano in che modo potersene approfittare. 

Il suo regno è stato guidato all’insegna dell’innovazione, seguendo il sogno di trasportare una nazione basata ancora principalmente sul lavoro agricolo verso le più moderne industrie. 

Come purtroppo accade con le grandi figure storiche, il suo operato è stato giudicato sotto diverse lenti, alcune più ingloriose di altre. In un periodo in cui i regni confinanti flettevano i muscoli, ed alcuni sono riusciti nell’impresa di aumentare il loro territorio, da alcuni Emanuele viene ricordato come l’unico regnante nella storia del continente che ha volontariamente perso non una, ma ben due città. 

La Contea delle Quattro Terre, una striscia di terra ai confini dall’Impero di Kragenreich, composta dai villaggi di Monsanto, Vallechiara, Vinacciolo e Fortebraccio. Dopo secoli di tumultuosa storia, a volte i confini nazionali tendono a sfumare, così come l’identità nazionale dei suoi abitanti, esposti naturalmente ad influenze da entrambi i lati.

Dopo anni di discussioni, ed ascoltato il parere degli stessi abitanti, il Re decise infine di accettare una proposta dell’Impero: riportare i due villaggi di Vinacciolo e Fortebraccio sotto la loro egida. 

Solo i più rigorosi ed esperti funzionari del Ministero dell’Economia sono in grado di comprendere che il Re Emanuele, con questo scambio, riuscì a sfruttare l’insicurezza dell’Imperatore, desideroso di dimostrare il proprio valore al proprio popolo, e portò nella casse della Nazione un carico ingente di oro ed argento – una quantità almeno cento volte superiore al valore che si sarebbe potuto dare a quei villaggi. Denaro immediatamente speso nel potenziare le infrastrutture della giovane Nazione, che ne aveva disperatamente bisogno. 

Ma ahimè, spesso la retorica non ascolta la voce della ragione. “Il Grande Furto”, questo fu il nome che prima a bassa voce, poi sempre più forte, iniziò a percorrere le Sale del Palazzo.

Emanuele morì pochi anni dopo, di malattia. Solo la Morte sa con quale animo oltrepassò la soglia. 

Dei suoi figli, Amelia era la più grande – ma purtroppo, per le leggi dinastiche, del gentil sesso. Il primogenito maschio, Vittorio, era ancora troppo piccolo per salire al trono. Maria Sofia, sua madre e Regina, amministrò il regno portando avanti la politica del marito – ma sempre più forti si facevano voci che invocano il Diritto Nazionale di riprendersi con la forza ciò che all’apparenza era stato sottratto. 

D’altro canto, forse per l’Imperatore del Kragenreich quella fu solo una vittoria a metà, ed allo stesso modo nella sua corte si levava con rabbia la volontà di “concludere il lavoro”.

C’è che dice che l’improvvisa mobilitazione delle grandi Nazioni, all’indomani dell’assassinio dell’Arciduca, non fosse affatto una sorpresa, e che tutte stessero in realtà aspettando l’occasione per poter dimostrare la loro forza. 

La dichiarazione di guerra trovò Vittorio salito solo da pochi anni al trono. Non vi era più spazio per alcuna diplomazia, e subito i Generali approntarono le truppe per quella che sarebbe stata “La guerra più veloce di tutti i tempi”.

E dopo tre, lunghi ed impietosi anni, il Re chiama infine a Palazzo le più alte cariche del Regno. E’ necessario preparare quanto necessario per la Grande Controffensiva di Primavera, che riuscirà finalmente a spezzare la volontà del Kragenreich, e riportare le Quattro Terre sotto il vessillo del Sole.

« Quella striscia di terra è nostra! Con questo proclama la guerra che metterà fine a questa storia ha il suo inizio. »
Ed è così che l’Impero di Kragenreich sfidò con le moderne armi il Regno rivale, anch’esso pronto a difendere i suoi nuovi confini con le trincee, con i fucili e con la carne.

L’ambientazione di questo larp è un’invenzione che prende ispirazione dalle vicende europee della prima metà del XX secolo europeo, quando la Grande Guerra si accese e lasciò cicatrici lungo tutto il continente.

Le sale del Potere del Regno di Ausonia e Vallechiara sono i due scenari in cui si muoveranno i personaggi della nostra storia divisa in tre Atti.

NARRAZIONE

Atto I - Le Sale del Potere

Questo scenario prende il punto di vista delle persone potenti del Regno di Ausonia quando, dopo anni di guerra, di sacrificio e di dolore, vengono chiamati a concretizzare con le proprie decisioni e le proprie influenze il desiderio di liberare definitivamente il territorio conteso: la Contea delle Quattro Terre. Le personalità più influenti del Regno vengono invitate a Palazzo. 

Ancora una volta Conti e Duchesse, Magistrati e Ministre, Faccendieri ed Eminenze del Credo, si presentano al cospetto dei membri della Famiglia Reale Albamonte di Torresole, sotto il vessillo del Ministero che rappresentano. Nelle sale vengono allestiti sontuosi banchetti, come se la nazione non fosse allo stremo.  

La miseria del popolo, così come le rivalità personali, non possono offuscare l’obiettivo che deve rimanere chiaro nella mente di tutte le figure presenti: prendere dure decisioni, necessarie per predisporre la Grande Controffensiva di Primavera. 

Come distribuire le poche risorse rimaste? Chi reclutare per ingrossare le fila dell’esercito? Come punire chi sostiene l’Impero di Kragenreich?

Questi e altri saranno i quesiti che attenderanno un Editto come risposta. Il termine dei lavori lascerà il passo all’atteso Ballo finale, presieduto da un inatteso ospite.

Atto II - Il Destino di Vallechiara

La seconda parte di Danza Macabra mette a fuoco Vallechiara, uno dei quattro borghi rurali della Contea. 

Qui la vita da sempre scorre lenta, scandita dalle stagioni e dalla routine quotidiana. I paesani sono persone comuni, dai contadini che lavorano la terra ai braccianti che faticano nella piccola fabbrica, dall’insegnante che trasmette il sapere ai giovani al prete che custodisce lo spirito della parrocchia.

Vallechiara, seppur da sempre adesa alla cultura e alla lingua di Ausonia, ha nel tempo inglobato diverse tradizioni del Kragenreich, contaminando la sua identità e quella dei suoi abitanti. Ad ogni modo, la guerra che infuria sui confini vicini si riflette nelle loro vite. 

Le famiglie di Vallechiara, intrecciate come rami da legami di affetto, di rivalità e di segreti gelosamente custoditi, vengono travolte dalle decisioni del Regno di Ausonia a cui appartengono.

Atto III - La Danza del Potere

L’ultimo atto di Danza Macabra torna a inquadrare le sale dei Potenti. Preferiamo non descrivere oltre, e lasciare spazio alla sorpresa.

Seguendo questo ritmo narrativo, potrete immergervi completamente nel mondo di Danza Macabra, esplorando le complesse dinamiche della guerra e i suoi impatti sulle persone, sia nei corridoi del Potere che tra gli umili abitanti di Vallechiara.

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